GIULIO RICORDI

GIULIO RICORDI E LA #BELLEZZACONTAGIOSA DELLA MUSICA

#storiedibellezza #bellezzacontagiosa

Questa settimana parliamo di un personaggio che ha portato avanti la #bellezza della musica a Milano, Giulio Ricordi.

giulio ricordiNato a Milano nel 1840, Giulio era figlio dell’editore milanese Tito I Ricordi. Durante la seconda guerra di indipendenza italiana, Giulio si arruolò come volontario. Prese parte all’assedio di Gaeta e, dopo la seconda medaglia al valore ricevuta sul campo, venne promosso tenente. Durante il periodo militare compose numerosi pezzi, tra cui La battaglia di San Martino per pianoforte in commemorazione dello scontro austro-sardo. Fu costretto ad abbandonare l’esercito nel 1863, quando il padre gli chiese aiuto per dirigere l’azienda di famiglia.

Alla morte del padre, Giulio portò all’apice della fortuna l’azienda Casa Ricordi. Nei primi del Novecento aprì numerose succursali della casa editrice. Giulio contribuì a portare avanti il prestigio culturale di Casa Ricordi anche attraverso i periodici musicali La Gazzetta Musicale di Milano, Musica e Musicisti e Ars et Labor.

Giulio Ricordi è passato alla storia per essere stato l’editore di Giuseppe Verdi, di Amilcare Ponchielli, di Giacomo Puccini e molti altri compositori che hanno fatto la storia della musica italiana.

E TU COSA FAI PER LA #BELLEZZACONTAGIOSA DI MILANO?

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3 thoughts on “GIULIO RICORDI E LA #BELLEZZACONTAGIOSA DELLA MUSICA

  1. La Vostra pubblicazione mi è piaciuta e l’ho trovata molto interessante per fare conoscere ed apprezzare la nostra città dove sono nato nel 1929 cioè 89 anni fa e vorrei sapere se come ricevere maggiori notizie sulla nostra città sempre bellissima !

  2. Molto bella questa iniziativa.
    Mi piace ricordare il mio Presidente, il Signor Alberto Vitaloni, titolare della SocIetà SAN CARLO Gruppo Alimentare S.p.a. (insignito dell’Ambrogino d’oro).
    Milanese, riservato, ha fatto grande il Gruppo e ha consentito a migliaia di lavoratori di crescere sotto la sua eccellente guida.
    Grazie Signor Vitaloni, Lei è meritevole del titolo di Cavaliere, chissà se qualcuno ci ha pensato.
    Maria Raimondi

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